Da Unicam primi trial clinici di un protocollo di cura innovativo per il Covid-19

Aprile 18, 2020

Nei laboratori dell’ università di Camerino, in particolare dal gruppo di ricerca coordinato dal prof. Giacomo Rossi, medico veterinario della scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria dell’ Ateneo di Camerino, è stata messa a punto una terapia incoraggiante nella possibile cura del Covid-19.

il prof. Rossi sta conducendo da tempo una ricerca su una particolare forma di Coronavirus del gatto, il FeCoV, che ha spesso esiti mortali per il quale ad oggi non c’è un protocollo terapeutico ne tantomeno un vaccino.

Studiando i siti recettoriali ed il modo con il quale il Coronavirus si lega alle cellule dell’ospite, il gruppo di ricerca ha scoperto che il Covid-19 presenta un numero maggiore di legami con i siti di glicosilazione del recettore ACE2 cellulare, il recettore che Covid-19 utilizza per entrare nelle cellule del tratto genito-urinario, dell’apparato digerente e nelle cellule del polmone dell’uomo.

“i siti di glicosilazione, dice il prof. Rossi, sono delle aree in cui delle molecole di zucchero semplice si legano ad una proteina ancorata sulla membrana cellulare. In particolare ho notato che tutti questi siti di glicosilazione sono costantemente legati all’ultimo aminoacido della proteina di membrana, che è l’aminoacido Asparagina. Da qui l’idea di utilizzare un vecchio farmaco L-Asparaginasi, utilizzato da anni nella terapia della Leucemia acuta dei bambini, che è un enzima che eliminando l’aminoacido Asparagina “taglia” di fatto il legame dello spike virale con il suo specifico recettore cellulare, bloccando di fatto l’infezione. Questo farmaco unito alla già nota Clorochina che funziona bloccando l’ingresso del virus nella cellula tramite un altro meccanismo alterante il pH delle vescicole che trasportano il virus al proprio interno e all’ Eparina, che previene il danno acuto vascolare indotto dalla tempesta dell’infiammazione causata dal virus, e quindi la trombosi secondaria, copre in maniera completa sia dall’infezione che dagli effetti dell’infezione sull’uomo.”

E’ già stato depositato negli USA il brevetto ed è già in fase di valutazione in alcuni nosocomi statunitensi e canadesi.

Fonte:

Università degli Studi di Camerino “Da Unicam uno studio su un protocollo di cura innovativo per il Coronavirus” pubblicato in data: Aprile 11, 2020 aut. Egizia Marzocco.

Scrivi una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati *